Alla fine di aprile, il gruppo di hacker cinese ha attaccato l’azienda del gruppo IBM, Sistemi Informativi, che si occupa di fornire soluzioni IT per Pubblica Amministrazione, grandi gruppi finanziari e imprese, nonché società di telecomunicazioni e energia italiani. La IBM ha assicurato di aver prontamente attivato i protocolli di sicurezza a contrasto degli attacchi informatici e coinvolto i maggiori esperti di cyber sicurezza e che né i dati, né i sistemi dei clienti sono stati compromessi.

Tuttavia le indagini sono ancora in corso e a oggi hanno portato alla presunta identificazione dei responsabili nel gruppo denominato Sal Typhoon, noto per la sua specializzazione in attacchi ai sistemi informatici capaci di nascondere la presenza degli hacker all’interno degli stessi per periodi molto lunghi. Lo scopo del gruppo non è primariamente quello di esfiltrare i dati, quanto invece di operare un vero e proprio spionaggio informatico che, in ogni caso, rende i sistemi colpiti estremamente vulnerabili compromettendo la continuità dei servizi pubblici.

Un attacco di tale portata, sottolinea ancora una volta come l’Italia e il cuore della sua infrastruttura digitale (non solo pubblica, ma anche privata e legata alle grandi imprese private) sia il bersaglio prediletto dei cybercriminali.

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