È il Garante italiano per la protezione dei dati personali a ricordare ancora una volta, attraverso il provvedimento 382/2026, che la legittimità di un sistema di geolocalizzazione installato sui veicoli usati dai dipendenti dipende anche dalla possibilità di rilevare o meno in tempo reale la posizione dei lavoratori con una frequenza che va oltre la mera finalità di utilità organizzativa. Concetto che l’autorità ha ribadito a un’azienda sanitaria dopo che un dipendente ha lamentato il frequente e sistematico rilevamento della posizione del suo veicolo contestando il percorso fatto.

Il Garante, entrando nel merito, non solo ricorda la necessità della stesura preventiva di una valutazione d’impatto, di un accordo sindacale e della stesura delle informative, ma anche la necessità di rispettare rigorosamente la finalità per la quale si intendono usare sistemi di geolocalizzazione e la limitazione del trattamento dei dati minimi necessari a renderlo lecito.

Anche quando i sistemi di geolocalizzazione (che devono sempre essere conformi) permettono, in potenza, una raccolta massiva di dati sui dipendenti, questi vanno rimodulati affinché la rilevazione delle coordinate dei mezzi rientri sempre nel principio di liceità e minimizzazione evitando di diventare un vero e proprio strumento di controllo del lavoratore e restando invece all’interno del perimetro di uno strumento necessario alle sole esigenze organizzative dell’azienda e alla gestione della sicurezza dei dipendenti e dei mezzi.

Per maggiori informazioni sui sistemi di geolocalizzazione e sulla redazione delle valutazioni di impatto (DPIA) contatta i nostri uffici

Altri articoli

Scopri altre novità sulla protezione dati e GDPR.

Il Governo italiano vuole accelerare il recepimento dell’Ai Act

In discussione le condizioni di ammissibilità dell’uso del riconoscimento facciale tramite la videosorveglianza

Dal 27 luglio entra in vigore l’AI Omnibus

A fronte di nuove scadenze, restano validi gli obblighi di trasparenza

Il marketing possibile: quello trasparente

I consumatori chiedono chiarezza e possibilità di recesso per accordare la propria fiducia