Le abitudini di consumo dei cittadini europei, e quindi anche di quelli italiani, sono certamente evolute negli ultimi anni, con un netto vantaggio del mondo virtuale. Anche se il popolo italiano ha ancora una certa propensione a concludere i suoi acquisti nei negozi fisici, tuttavia preferisce farlo solo dopo aver effettuato una ricerca approfondita online alla ricerca di sconti o offerte. E, per poterli ottenere, non disdegna affatto di cedere i propri dati personali, ma chiedendo comunque una solida protezione degli stessi.

Ad affermarlo è una ricerca recente realizzata da Shopifully che, al contempo, evidenzia come la profilazione è qualcosa che ormai nasce prima dell’acquisto e si raffina nel tracciamento che via via viene fatto di ogni spostamento dell’utente all’interno del web.

Tuttavia, migliorare le esperienze di ricerca e acquisto dei consumatori, significa rispettare comunque quanto previsto dal GDPR dal momento che sono gli stessi consumatori a chiedere trasparenza e controllo dei dati che sono disposti a cedere. Infatti, se è vero che la metà degli italiani è incline a condividere i propri dati personali con le aziende, non sono però propensi a farlo in maniera incondizionata, ma vogliono capire chiaramente in che modo verranno usati i propri dati (da qui la necessità di informative che siano semplici e dirette) e vogliono poter revocare in qualsiasi momento il consenso dato all’azienda.

Per maggiori informazioni sulla corretta stesura di informative e in materia di consenso, contatta i nostri uffici.

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