L’iniziativa in via sperimentale è di una multinazionale, ma la sanzione del Garante è arrivata a una delle sue società per aver acconsentito a introdurre, senza darne informazione ai dipendenti, un sistema di controllo installato sulle auto aziendali al fine di raccogliere, illecitamente, dati sui viaggi di lavoro ma anche privati, tempi e chilometri di percorrenza, nonché consumi e stile di guida.
I dati raccolti e conservati per 13 mesi venivano poi utilizzati per operare valutazioni sul comportamento dei dipendenti alla guida e per adottare, se necessario, interventi correttivi attraverso l’assegnazione di un punteggio mensile. Ad aggravare la situazione, il fatto che le informazioni raccolte dal sistema erano così dettagliate da configurare un illecito controlla a distanza dei lavoratori ai quali non è stata fornita una informativa chiara, riportante in modo cristallino le finalità, le basi giuridiche e il titolare di questo trattamento di dati.
Oltre alla sanzione, il Garante ha imposto alla società di disattivare immediatamente il sistema di controllo e cancellare tutti i dati raccolti e usati per l’attribuzione dei punteggi.
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