Se fino a qualche anno fa i giochi tradizionali erano ancora parte dell’immaginario natalizio dei bambini, anche in questo ambito l’IA generativa ha creato il proprio spazio invadendo il mondo dei bambini e imponendosi con forza attraverso quelli che vengono definiti smart toys, ovvero giocattoli interattivi dotati di sistemi costantemente connessi (via WiFi o Bluetooth), che, attraverso microfoni, sensori, microcamere e geolocalizzazione, memorizzano enormi quantità di dati su abitudini e comportamenti dei bambini.

I dispositivi di serie sugli smart toys, che nella maggior parte dei casi non hanno alcun ruolo nel funzionamento del giocattolo stesso, raccolgono continuamente dati senza che siano protetti da crittografia e creano nei bambini la convinzione che il divertimento sia possibile solamente attraverso la condivisione degli stessi.

Inoltre i produttori hanno atteggiamenti piuttosto opachi quando viene loro chiesto di fornire informazioni sulla raccolta, lo storage e il trasferimento di questi stessi dati che, nella maggior parte dei casi, escono fuori dallo spazio UE dove vigono altre regole e meno tutele.


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