Agli inizi di marzo la CNIL (Il Garante francese per la protezione dei dati) e la Haute Autorité de Santé hanno avviato una consultazione pubblica, che si concluderà il 16 di aprile, relativa a un progetto che vuole normare e razionalizzare l’uso dei sistemi di intelligenza artificiale in ambito sanitario. Poiché si tratta di una situazione che non è esclusivamente francese, bensì condivisa da tutti i sistemi sanitari europei, questo progetto e la sua consultazione vanno osservati con attenzione. Infatti, se è vero che nella sola Francia il 65% delle strutture pubbliche usa sistemi di IA nella gestione della cura, questo dato può essere verosimilmente applicato a tutti gli stati membri.

La guida francese attualmente in consultazione, intende monitorare ogni fase di vita dei sistemi di AI e essere un supporto nella costruzione di un modello di uso che tenga conto di tutti gli importantissimi aspetti del processo di assistenza sanitaria: le diagnosi, le cure, le responsabilità degli operatori e i diritti degli assistiti. E, in tal senso, la decisione di utilizzare sistemi di IA in ambito sanitario richiede, oltre alle necessarie valutazioni preventive e alla mappatura dei sistemi impiegati, anche un coinvolgimento di tutte le figure che operano all’interno della sanità allo scopo di avere contezza della tecnologia utilizzata così come dei soggetti che le usano e le garanzie per i pazienti. Il documento, infatti, sottolinea come resti necessario che ogni decisione supportata da un sistema di IA debba sempre e comunque essere soggetta a un rigido controllo umano, che deve essere adeguato e documentabile.

Interessante è l’impostazione del documento relativamente alle informazioni da fornire agli interessati: si ritiene, infatti, che per l’uso di sistemi di IA nel processo di diagnosi e cura, non debba essere richiesto un consenso aggiuntivo e specifico, considerando quindi di fatto i sistemi stessi (quando approvati e verificati) un asset necessario alla gestione del paziente e della sua patologia.

Lo scopo di questa consultazione pubblica, il cui esito si rifletterà inevitabilmente su tutto il territorio europeo, è dunque quello di portare l’attenzione sulle condizioni che devono venire rispettate al fine di rendere l’utilizzo della IA un reale valido mezzo di aiuto nella cura, ma sempre nel rispetto della sicurezza dei pazienti e dalla protezione dei loro diritti.

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